L’inizio lavori si ha quando sono stati fatti gli scavi

Una sentenza del Consiglio di Stato elenca le caratteristiche che un cantiere deve avere per poter considerare “iniziati” i lavori.

 

L’inizio lavori è quando davvero iniziano concretamente i lavori edilizi, in base agli indizi rilevati sul posto. Lo ricorda la sentenza 467/2018 del 24 gennaio del Consiglio di Stato, facendo riferimento all’art. 15, comma 2, D.P.R. n. 380 del 2001 (T.U. Edilizia).

Inizio lavori: quando si possono ritenere iniziati i lavori?

Ma cosa significa “quando iniziano concretamente” i lavori? E quali sono gli indizi rilevati sul posto? I lavori si ritengono iniziati quando sul posto si sono concentrati mezzi e uomini, quando è stato già apprestato l’impianto del cantiere, innalzati gli elementi portanti, muri ed eseguiti gli scavi che servono per gettare le fondazioni dell’edificio che verrà costruito, per evitare che il termine di decadenza del permesso possa essere eluso con ricorso a interventi fittizi e simbolici. Si può fare riferimento anche alla sentenza del Consiglio di Stato del 19 settembre 2017.

Nella sentenza 467/2018, il Consiglio di Stato ricorda anche che la decadenza del permesso di costruire è un effetto legale del presupposto decorso del termine di inizio e fine lavori. Per questo si può fare riferimento alla sentenza del Consiglio di Stato n. 5324 del 20 novembre 2017.

Fonte dell’immagine: movimentoterraroma.org